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TARI locali non occupati: lo sgravio spetta anche se la denuncia è tardiva (Cass. n. 9127/2026)

Diritto Tributario · Tributi Locali · Cassazione Civile, Sez. V (Tributaria), n. 9127/2026 · a cura di Avv. Claudio Cuzzini

Hai lasciato un negozio, un capannone o un appartamento ma il Comune continua a chiederti la TARI perché non hai mai presentato la denuncia di cessazione? Ecco cosa dice davvero la legge sulla TARI locali non occupati.

📋 In breve

Per la TARI locali non occupati la Cassazione (Sez. V, ordinanza n. 9127/2026) conferma un principio importante: la tassa rifiuti non è dovuta per gli anni in cui provi di aver cessato l’occupazione dei locali, anche se la denuncia di cessazione è arrivata in ritardo.

Il caso: TARI locali non occupati, ma l’avviso arriva comunque

Una società aveva riconsegnato i locali che conduceva in locazione al curatore dell’eredità giacente della proprietaria defunta nel settembre 2015. Non aveva però presentato al Comune la denuncia di cessazione. Roma Capitale le notificava quindi un avviso di accertamento TARI per l’intero 2016, anno in cui la società non deteneva più alcunché.

I giudici tributari di merito davano ragione al Comune: senza la comunicazione di cessazione, il presupposto impositivo si presume ancora esistente. La società ricorreva in Cassazione.

La decisione della Cassazione sulla TARI locali non occupati

La Suprema Corte ha accolto il ricorso, ribadendo che il presupposto della TARI è il possesso o la detenzione di locali suscettibili di produrre rifiuti (art. 1, comma 641, L. 147/2013). La mancata denuncia di cessazione non trasforma la tassa in una sanzione.

Cassazione Civile, Sez. V (Tributaria), ordinanza 11 aprile 2026, n. 9127

Anche chi ha omesso la denuncia tempestiva può ottenere lo sgravio o il rimborso del tributo se: presenta una denuncia tardiva di cessazione e prova di non aver effettivamente continuato l’occupazione o la detenzione; oppure la stessa tassa risulta già assolta dal nuovo occupante subentrato.
Attenzione a due limiti:

L’esonero ha effetto dall’anno successivo a quello della cessazione (la tassa resta comunque dovuta per l’intero anno in cui si è lasciato l’immobile) e l’onere della prova della cessazione grava sempre sul contribuente.

TARI locali non occupati: cosa fare in pratica

Se hai ricevuto cartelle o avvisi TARI/TARSU per anni in cui non occupavi più l’immobile:

  • Recupera la prova della riconsegna: verbale di consegna chiavi, risoluzione del contratto, disdetta delle utenze, contratto del nuovo occupante;
  • Presenta subito la denuncia di cessazione, anche se tardiva;
  • Impugna l’atto nei termini (60 giorni) oppure chiedi lo sgravio in autotutela al Comune entro termini .

Lo stesso principio, nato per la TARSU (art. 64 d.lgs. 507/1993), vale oggi per la TARI: la Cassazione lo ha esteso espressamente.

“Chi ha davvero cessato di occupare un immobile non deve pagare una tassa sui rifiuti che non produce più — anche se la burocrazia è arrivata in ritardo.”

In sintesi

Per la TARI locali non occupati la parola d’ordine è provare, non solo dichiarare: la Cassazione conferma che una denuncia di cessazione tardiva non fa perdere il diritto allo sgravio, a patto di dimostrare concretamente di aver lasciato l’immobile. Il primo passo, davanti a un accertamento, è sempre verificare i termini per impugnare o per chiedere l’autotutela prima che scadano.

Domande frequenti

Devo comunque pagare la TARI se ho lasciato il locale ma non ho presentato la denuncia di cessazione?

Non necessariamente: per la TARI locali non occupati vale un principio preciso. La Cassazione (ord. 9127/2026) conferma che la denuncia tardiva non fa perdere il diritto allo sgravio, purché tu riesca a provare di aver effettivamente cessato l’occupazione dei locali.

Da quando decorre l’esonero dal pagamento della TARI?

Dall’anno successivo alla cessazione: l’anno in cui hai lasciato l’immobile resta comunque dovuto per intero, anche se la denuncia arriva più tardi.

Quali prove servono per ottenere lo sgravio TARI?

Verbale di riconsegna delle chiavi, disdetta delle utenze, risoluzione del contratto di locazione, oppure la prova che il nuovo occupante ha già versato il tributo per lo stesso periodo.

Entro quanto tempo posso impugnare un avviso di accertamento TARI?

Hai 60 giorni dalla notifica per proporre ricorso, oppure puoi presentare istanza di autotutela al Comune per chiedere lo sgravio o il rimborso.

Hai ricevuto un accertamento per TARI locali non occupati?

Lo Studio Legale Cuzzini assiste privati e imprese nelle impugnazioni degli avvisi di accertamento dei tributi locali e nelle istanze di sgravio e rimborso. Verifichiamo insieme se hai diritto allo sgravio e i termini per agire.

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Riferimento: Cass. civ., Sez. V (Tributaria), ordinanza 11 aprile 2026, n. 9127 (Pres. Di Pisa, Rel. Dell’Orfano).

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