Avv. Claudio Cuzzini
Studio Legale Roma

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Successioni ed eredità

Una successione può complicarsi in fretta. Un erede che non si fa trovare, beni che nessuno riesce a dividere, dubbi sull’accettazione dell’eredità, sospetti su un testamento. Sono momenti già delicati di per sé, e quando ci si mette anche il conflitto tra eredi diventano un peso. Il mio compito è rimettere ordine e farti ottenere ciò che ti spetta, senza che la situazione si trascini per anni.

Legittima o testamentaria: due percorsi diversi

In Italia una successione può essere legittima, se il defunto non ha lasciato testamento, con quote stabilite dalla legge tra coniuge, figli e altri parenti; oppure testamentaria, se ha lasciato disposizioni scritte, sempre nel rispetto della quota di legittima riservata per legge a coniuge, figli e, in loro assenza, ai genitori. Capire da subito quale situazione si applica al tuo caso è il primo passo per orientarti su strumenti e tempi.

Quando ti serve un avvocato

Quando: un coerede non risponde o blocca ogni decisione; dovete dividere un’eredità e non trovate l’accordo; non sai se ti conviene accettare l’eredità e con quali rischi sui debiti; temi che un testamento leda i tuoi diritti di legittimario; hai bisogno di capire cosa rientra nell’eredità e in che quote.

Come ti aiuto

Ti assisto nell’accettazione o nella rinuncia all’eredità, valutando rischi e convenienza; gestisco la divisione ereditaria, in accordo o davanti al giudice; tutelo i tuoi diritti di legittimario se sei stato pretermesso o leso; affronto i casi di erede irreperibile o silente con gli strumenti che la legge mette a disposizione; ti seguo nella mediazione quando è il passaggio richiesto.

Come funziona

  1. Prima valutazione — analizziamo la situazione successoria e i documenti.
  2. Strategia — definiamo come tutelare i tuoi diritti nel modo più rapido e conveniente.
  3. Azione — seguo la pratica fino alla divisione o alla soluzione del conflitto.

Domande frequenti

Un coerede non risponde e blocca tutto: cosa posso fare?
Esistono strumenti per costringere chi tace a prendere posizione e per procedere comunque alla divisione. Il primo passo è valutare la situazione concreta.

Posso accettare l’eredità senza rischiare i debiti del defunto?
In certi casi sì, con l’accettazione con beneficio d’inventario, che separa il tuo patrimonio da quello ereditario.

Mi hanno escluso dal testamento: ho diritto a qualcosa?
Se sei un legittimario (coniuge, figli, in certi casi i genitori), la legge ti riserva una quota che non può esserti tolta, neppure per testamento.

Quanto costa un avvocato per una successione?
Il costo dipende dalla complessità della pratica: una successione senza conflitti tra eredi, dove serve solo assistenza per la dichiarazione e la divisione bonaria dei beni, ha un costo contenuto e spesso concordabile a preventivo. Se invece è necessario agire in giudizio — per una divisione contesa, per tutelare la quota di legittima o per un erede che ostacola la procedura — il compenso segue i parametri forensi e viene comunque sempre definito e comunicato prima di iniziare.

Quanto dura una pratica di successione?
Se tra gli eredi c’è accordo, la dichiarazione di successione e la voltura catastale si esauriscono in genere in pochi mesi. I tempi si allungano quando c’è disaccordo sulla divisione dei beni, quando un erede è irreperibile o silente, oppure quando bisogna accertare in giudizio la quota di legittima: in questi casi una causa può durare da uno a diversi anni, a seconda del tribunale e della complessità del patrimonio ereditario.

Cosa fare se un erede non firma o non collabora?
Un coerede che non risponde o rifiuta di firmare non può bloccare indefinitamente la successione. La legge mette a disposizione strumenti per procedere comunque: dalla diffida formale, alla nomina di un curatore per l’eredità giacente se nessuno ha ancora accettato, fino all’azione giudiziale di divisione, che il giudice può disporre anche senza il consenso di tutti gli eredi. Prima di attivare questi strumenti conviene valutare la situazione specifica, perché spesso una lettera formale è sufficiente a sbloccare l’impasse.

Cos’è la dichiarazione di successione e quando va presentata?
È la dichiarazione con cui gli eredi comunicano all’Agenzia delle Entrate il patrimonio del defunto ai fini delle imposte di successione e delle volture catastali. Va presentata entro 12 mesi dalla morte; superare il termine comporta sanzioni, anche se non impedisce comunque di dimostrare la propria qualità di erede.

Cosa succede se non accetto l’eredità entro un certo termine?
Il diritto di accettare l’eredità si prescrive in 10 anni dall’apertura della successione. Ma attenzione: comportamenti concreti, come abitare stabilmente nella casa del defunto o utilizzarne i beni, possono valere come accettazione tacita anche prima che tu abbia deciso formalmente, con tutte le conseguenze — compresa la responsabilità per i debiti — che questo comporta.

Serve un notaio o basta l’avvocato?
Per la dichiarazione di successione e per le divisioni consensuali senza conflitti, il notaio è spesso il professionista naturale. L’avvocato diventa indispensabile quando c’è disaccordo tra eredi, quando bisogna tutelare la quota di legittima, quando un erede è assente o ostile, o comunque ogni volta che la successione rischia di trasformarsi in un contenzioso.

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