Stai cercando un avvocato successioni ed eredità a Roma? Una successione può complicarsi in fretta. Un erede che non si fa trovare, beni che nessuno riesce a dividere, dubbi sull’accettazione dell’eredità, sospetti su un testamento. Sono momenti già delicati di per sé, e quando ci si mette anche il conflitto tra eredi diventano un peso. Il mio compito è rimettere ordine e farti ottenere ciò che ti spetta, senza che la situazione si trascini per anni.
Legittima o testamentaria: due percorsi diversi
In Italia una successione può essere legittima, se il defunto non ha lasciato testamento, con quote stabilite dalla legge tra coniuge, figli e altri parenti; oppure testamentaria, se ha lasciato disposizioni scritte, sempre nel rispetto della quota di legittima riservata per legge a coniuge, figli e, in loro assenza, ai genitori. Capire da subito quale situazione si applica al tuo caso è il primo passo per orientarti su strumenti e tempi.
In meno di un minuto scopri come si dividono i beni tra gli eredi: valido sia per la successione legittima sia per la quota di legittima in presenza di testamento.
Accettazione dell’eredità
Prima di accettare un’eredità conviene sempre valutare cosa contiene, perché con l’accettazione pura e semplice rispondi dei debiti del defunto anche con il tuo patrimonio personale. Ti aiuto a capire se conviene accettare puramente e semplicemente o ricorrere al beneficio d’inventario, verificando in anticipo la situazione patrimoniale e i rischi concreti.
Rinuncia all’eredità
Se l’eredità è più un peso che un vantaggio — perché i debiti superano i beni, o per ragioni personali — puoi rinunciare formalmente. Ti assisto nella rinuncia, verificando i termini di legge e le conseguenze sulla tua posizione e su quella degli altri chiamati all’eredità.
Divisione ereditaria
Quando i beni ereditari sono in comune tra più eredi, prima o poi va decisa la divisione. Se c’è accordo, la seguo in via bonaria; se un coerede si oppone o rende impossibile l’intesa, agisco in giudizio per ottenere una divisione giudiziale che rispetti le quote di ciascuno.
Testamento e tutela della legittima
Un testamento va sempre verificato: è valido? Rispetta le quote riservate per legge a coniuge, figli e, in loro assenza, ai genitori (la legittima)? Se sei stato leso nei tuoi diritti di legittimario, ti assisto nell’azione di riduzione per recuperare quanto ti spetta.
Quando ti serve un avvocato
Quando: un coerede non risponde o blocca ogni decisione; dovete dividere un’eredità e non trovate l’accordo; non sai se ti conviene accettare l’eredità e con quali rischi sui debiti; temi che un testamento leda i tuoi diritti di legittimario; hai bisogno di capire cosa rientra nell’eredità e in che quote.
Come ti aiuto
Ti assisto nell’accettazione o nella rinuncia all’eredità, valutando rischi e convenienza; gestisco la divisione ereditaria, in accordo o davanti al giudice; tutelo i tuoi diritti di legittimario se sei stato pretermesso o leso; affronto i casi di erede irreperibile o silente con gli strumenti che la legge mette a disposizione; ti seguo nella mediazione quando è il passaggio richiesto.
Come funziona
- Prima valutazione — analizziamo la situazione successoria e i documenti.
- Strategia — definiamo come tutelare i tuoi diritti nel modo più rapido e conveniente.
- Azione — seguo la pratica fino alla divisione o alla soluzione del conflitto.
Domande frequenti
Un coerede non risponde e blocca tutto: cosa posso fare?
Esistono strumenti per costringere chi tace a prendere posizione e per procedere comunque alla divisione. Il primo passo è valutare la situazione concreta.
Posso accettare l’eredità senza rischiare i debiti del defunto?
In certi casi sì, con l’accettazione con beneficio d’inventario, che separa il tuo patrimonio da quello ereditario.
Mi hanno escluso dal testamento: ho diritto a qualcosa?
Se sei un legittimario (coniuge, figli, in certi casi i genitori), la legge ti riserva una quota che non può esserti tolta, neppure per testamento.
Quanto costa un avvocato per una successione?
Il costo dipende dalla complessità della pratica: una successione senza conflitti tra eredi, dove serve solo assistenza per la dichiarazione e la divisione bonaria dei beni, ha un costo contenuto e spesso concordabile a preventivo. Se invece è necessario agire in giudizio — per una divisione contesa, per tutelare la quota di legittima o per un erede che ostacola la procedura — il compenso segue i parametri forensi e viene comunque sempre definito e comunicato prima di iniziare.
Quanto dura una pratica di successione?
Se tra gli eredi c’è accordo, la dichiarazione di successione e la voltura catastale si esauriscono in genere in pochi mesi. I tempi si allungano quando c’è disaccordo sulla divisione dei beni, quando un erede è irreperibile o silente, oppure quando bisogna accertare in giudizio la quota di legittima: in questi casi una causa può durare da uno a diversi anni, a seconda del tribunale e della complessità del patrimonio ereditario.
Cosa fare se un erede non firma o non collabora?
Un coerede che non risponde o rifiuta di firmare non può bloccare indefinitamente la successione. La legge mette a disposizione strumenti per procedere comunque: dalla diffida formale, alla nomina di un curatore per l’eredità giacente se nessuno ha ancora accettato, fino all’azione giudiziale di divisione, che il giudice può disporre anche senza il consenso di tutti gli eredi. Prima di attivare questi strumenti conviene valutare la situazione specifica, perché spesso una lettera formale è sufficiente a sbloccare l’impasse.
Cos’è la dichiarazione di successione e quando va presentata?
È la dichiarazione con cui gli eredi comunicano all’Agenzia delle Entrate il patrimonio del defunto ai fini delle imposte di successione e delle volture catastali. Va presentata entro 12 mesi dalla morte; superare il termine comporta sanzioni, anche se non impedisce comunque di dimostrare la propria qualità di erede.
Cosa succede se non accetto l’eredità entro un certo termine?
Il diritto di accettare l’eredità si prescrive in 10 anni dall’apertura della successione. Ma attenzione: comportamenti concreti, come abitare stabilmente nella casa del defunto o utilizzarne i beni, possono valere come accettazione tacita anche prima che tu abbia deciso formalmente, con tutte le conseguenze — compresa la responsabilità per i debiti — che questo comporta.
Serve un notaio o basta l’avvocato?
Per la dichiarazione di successione e per le divisioni consensuali senza conflitti, il notaio è spesso il professionista naturale. L’avvocato diventa indispensabile quando c’è disaccordo tra eredi, quando bisogna tutelare la quota di legittima, quando un erede è assente o ostile, o comunque ogni volta che la successione rischia di trasformarsi in un contenzioso.
Come funziona la divisione dell’eredità tra più eredi?
Se tutti i coeredi sono d’accordo, la divisione è consensuale: si stipula un atto, spesso dal notaio, che attribuisce a ciascuno beni o quote corrispondenti alla propria parte. Se manca l’accordo, la divisione diventa giudiziale: il tribunale nomina un consulente tecnico che stima il patrimonio ereditario e forma i lotti, per poi assegnarli o disporne la vendita se non sono divisibili. La via giudiziale è più lunga e costosa: per questo conviene sempre tentare prima una soluzione condivisa, possibilmente con l’assistenza di un legale che tuteli la tua quota.
L’avvocato può occuparsi della successione o serve solo il notaio?
Sì: un avvocato può seguire gran parte della pratica successoria, dalla dichiarazione di successione all’assistenza per l’accettazione con beneficio d’inventario, fino alla tutela della quota di legittima e, se necessario, alla causa di divisione. Per l’atto di divisione consensuale tra eredi d’accordo interviene di regola il notaio, ma l’avvocato resta il riferimento ogni volta che la successione è, o rischia di diventare, contenziosa.
Quanto costa una successione in termini di imposte, oltre all’onorario del legale?
Oltre al compenso del professionista, la successione comporta il pagamento dell’imposta di successione, dovuta solo sopra determinate franchigie: 1.000.000 di euro per ciascun erede se si tratta di coniuge o figli, con aliquota del 4% sull’eccedenza; 100.000 euro per i fratelli, aliquota 6%; nessuna franchigia per altri parenti fino al quarto grado (6%) o per soggetti estranei (8%). Se nell’eredità ci sono immobili, si aggiungono le imposte ipotecaria e catastale, in genere il 3% complessivo del valore catastale, ridotte a importi fissi se un erede ha diritto alle agevolazioni prima casa.
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