Diritto delle successioni · Strumento di calcolo · a cura di Avv. Claudio Cuzzini
Come funziona il calcolo delle quote di eredità
Quando una persona viene a mancare, il suo patrimonio si trasferisce agli eredi secondo regole diverse a seconda che abbia lasciato o meno un testamento. In assenza di testamento si applica la successione legittima: la legge stabilisce direttamente chi eredita e in quale proporzione, in base al grado di parentela con il defunto (coniuge, figli, genitori, fratelli e sorelle). Se invece il defunto ha lasciato un testamento, la sua libertà di disporre dei beni incontra comunque un limite: la quota di legittima, cioè la parte di patrimonio riservata per legge a coniuge, figli e, in loro assenza, agli ascendenti, che non può essere loro sottratta nemmeno per volontà testamentaria.
Calcola le tue quote di eredità
Scegli se calcolare la successione legittima (senza testamento) o la quota di legittima (con testamento), poi inserisci la composizione familiare.
Calcolo valido per la successione legittima “semplice” (senza testamento). Non tiene conto di: presenza di testamento e quota di legittima, rappresentazione (nipoti in luogo di un figlio premorto), fratelli germani/unilaterali con quote diverse tra loro, collazione, donazioni in vita, parenti oltre il sesto grado. Per una ricostruzione precisa del tuo caso è sempre consigliabile una consulenza dedicata.
Successione legittima: le regole quando manca il testamento
In assenza di testamento, l’eredità si divide secondo l’ordine e le proporzioni fissate dagli articoli 565 e seguenti del Codice Civile: il coniuge concorre con i figli in proporzioni diverse a seconda del loro numero (art. 581 c.c.), oppure con i genitori o i fratelli del defunto se non ci sono figli (art. 582 c.c.). In assenza di coniuge, ereditano prima i figli, poi i genitori, poi i fratelli e sorelle, infine i parenti più lontani entro il sesto grado.
Quota di legittima: il limite alla libertà di testare
Chi scrive un testamento non è completamente libero di destinare il proprio patrimonio a chiunque: la legge riserva una parte dell’eredità, detta quota di legittima, a favore dei cosiddetti “legittimari” — coniuge, figli e, in loro assenza, ascendenti (artt. 536 e ss. c.c.). Il resto costituisce la quota disponibile, di cui il testatore può disporre liberamente, anche a favore di persone estranee alla famiglia. Se un testamento non rispetta queste quote, i legittimari lesi possono agire in giudizio con l’azione di riduzione per far valere i propri diritti.
“La quota di legittima non si perde per il solo fatto che il testamento non la menzioni: va fatta valere attivamente, ed esistono termini e modalità precise per farlo.”
In sintesi
Il calcolo delle quote di eredità dipende da due variabili: la composizione della famiglia del defunto (coniuge, figli, genitori, fratelli) e l’esistenza o meno di un testamento. Lo strumento sopra ti dà una prima stima orientativa in entrambi i casi; per i casi più articolati (ad esempio quando concorrono insieme genitori e fratelli, o in presenza di donazioni fatte in vita) è sempre opportuno un controllo con un professionista.
Domande frequenti
Cosa succede se una persona muore senza testamento?
Si applica la successione legittima: l’eredità viene divisa tra i parenti più stretti secondo l’ordine e le quote stabilite dalla legge (coniuge, figli, genitori, fratelli e sorelle, altri parenti entro il sesto grado), senza che sia necessario alcun atto ulteriore per determinare chi eredita.
Chi sono i legittimari e cosa significa “quota di legittima”?
I legittimari sono il coniuge, i figli e, in mancanza di figli, gli ascendenti (i genitori). A loro la legge riserva una quota minima di eredità che non può essere loro sottratta nemmeno con un testamento. Fratelli, sorelle e parenti più lontani non sono legittimari e non hanno quindi una quota protetta.
Il coniuge separato ha ancora diritto all’eredità?
Il coniuge separato senza addebito conserva gli stessi diritti successori del coniuge non separato. Il coniuge separato con addebito perde i diritti di successione legittima, ma conserva un diritto agli alimenti a carico dell’eredità se già ne beneficiava. Il divorzio, invece, fa venir meno del tutto la qualità di erede.
Cosa posso fare se un testamento lede la mia quota di legittima?
Se ritieni che le disposizioni testamentarie o le donazioni fatte in vita dal defunto abbiano leso la tua quota di legittima, puoi proporre un’azione di riduzione per ottenere la reintegrazione della quota che ti spetta per legge. È consigliabile una valutazione tempestiva, perché questi diritti sono soggetti a termini di prescrizione.
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Le informazioni contenute in questa pagina e i risultati del calcolatore hanno finalità puramente informativa e orientativa: non costituiscono consulenza legale né sostituiscono una valutazione professionale del caso concreto.
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