Le imposte di successione nella eredità giacente secondo la Corte di Cassazione
Diritto delle successioni · Cass., ord. 3 luglio 2024, n. 28869 · a cura di Avv. Claudio Cuzzini
Con l’ordinanza n. 28869/2024 la Cassazione ha chiarito un dubbio ricorrente sull’eredità giacente: il curatore è tenuto a pagare le imposte di successione, ma mai con il proprio patrimonio personale — solo nei limiti dei beni ereditari che ha in possesso.
La Corte di Cassazione, con l’ordinanza del 3 luglio 2024 n. 28869, ha affrontato una questione che riguarda da vicino chiunque si trovi a gestire un’eredità giacente: chi deve pagare i tributi, le imposte ipotecarie e catastali legate alla successione? La risposta della Corte individua con precisione i confini di responsabilità del curatore dell’eredità giacente.
Il curatore è tenuto a pagare, ma non con i propri beni
Secondo i giudici, il curatore dell’eredità giacente è soggetto obbligato alla presentazione della dichiarazione di successione (art. 28, commi 2 e 31, d.lgs. n. 346/1990) e, di conseguenza, anche al pagamento del relativo tributo (art. 36, commi 3 e 4, d.lgs. n. 346/1990). Questo però non significa che debba rispondere con le proprie sostanze personali: risponde solo nei limiti del patrimonio ereditario di cui ha la disponibilità (Cass. 15 luglio 2009, n. 16428).
«Fino a quando l’eredità non sia stata accettata, o non sia stata accettata da tutti i chiamati, i chiamati all’eredità, o quelli che non hanno ancora accettato, e gli altri soggetti obbligati alla dichiarazione della successione, esclusi i legatari, rispondono solidalmente dell’imposta nei limiti del valore dei beni ereditari posseduti.»
Perché il curatore non risponde “ultra vires”
La Cassazione ricostruisce il collegamento logico tra le due norme: chi è tenuto a dichiarare la successione (art. 28) è anche il soggetto individuato dall’art. 36 come obbligato al pagamento. Al curatore dell’eredità giacente spetta inoltre l’onere di chiedere l’autorizzazione del giudice (art. 530 cod. civ.) per pagare i debiti ereditari, dei quali ha il possesso ai fini fiscali. Se il curatore non fosse in grado di adempiere, l’art. 36, comma 4, prevede comunque la facoltà per il Fisco di richiederne la nomina.
Il curatore va considerato un responsabile d’imposta per i tributi dovuti dall’eredità giacente, ma sempre e solo nei limiti «del valore dei beni ereditari in suo possesso»: in nessun caso è tenuto ultra vires, cioè oltre il valore di quei beni.
Questo orientamento era già stato confermato dall’Agenzia delle Entrate con la risposta a interpello n. 587 del 15 settembre 2021, che richiamava proprio il precedente della Cassazione del 2009 poi confermato dall’ordinanza del 2024.
Il curatore dell’eredità giacente paga, ma solo con i beni che amministra: mai un euro in più, mai di tasca propria.
Cosa fare in caso di cartella di pagamento
Se il curatore riceve un avviso di pagamento o una cartella esattoriale come soggetto obbligato al versamento delle imposte, prima di reagire deve chiedere l’autorizzazione al giudice della curatela per proporre opposizione. È un passaggio procedurale che non può essere saltato, pena l’inammissibilità dell’iniziativa.
In sintesi
L’ordinanza n. 28869/2024 conferma un principio di garanzia per chi accetta l’incarico di curatore di un’eredità giacente: il ruolo comporta responsabilità fiscali precise, ma sempre circoscritte al patrimonio ereditario amministrato. Una tutela che riguarda sia i curatori professionisti sia i chiamati all’eredità che non hanno ancora accettato. Per approfondire gli aspetti fiscali e successori collegati, si può consultare anche la nostra guida su successioni ed eredità.
Domande frequenti
Il curatore dell’eredità giacente deve pagare le imposte di successione con i propri soldi?
No. Il curatore risponde del pagamento solo nei limiti del valore dei beni ereditari che ha in possesso, mai con il proprio patrimonio personale.
Chi altro può essere obbligato al pagamento oltre al curatore?
Fino all’accettazione dell’eredità, ne rispondono solidalmente anche i chiamati all’eredità che non hanno ancora accettato e gli altri soggetti tenuti alla dichiarazione di successione, sempre nei limiti dei beni posseduti.
Cosa succede se arriva una cartella di pagamento al curatore?
Il curatore deve prima ottenere l’autorizzazione del giudice della curatela per proporre opposizione all’avviso o alla cartella di pagamento.
Serve sempre un curatore per un’eredità giacente?
Sì, quando nessun chiamato ha ancora accettato l’eredità e non è nel possesso dei beni ereditari, il Tribunale nomina un curatore che ne cura la gestione, inclusi gli adempimenti fiscali.
L’Avv. Claudio Cuzzini è iscritto negli elenchi del Tribunale di Roma per le curatele di eredità giacenti e assiste privati e professionisti a Roma e in tutta Italia su questioni fiscali e successorie legate a eredità giacenti e curatele.