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	<title>Diritto di famiglia &#8211; Avv. Claudio Cuzzini</title>
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	<title>Diritto di famiglia &#8211; Avv. Claudio Cuzzini</title>
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	<item>
		<title>Cassazione n. 8793/2026: hai pagato la casa intestata all&#8217;altro coniuge? Puoi chiedere il rimborso</title>
		<link>https://avvocatoclaudiocuzzini.it/2026/05/29/rimborso-casa-separazione-cassazione-8793-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Avv. Claudio Cuzzini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 13:55:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritto di famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Decisioni della Corte di Cassazione]]></category>
		<category><![CDATA[arricchimento senza giusta causa]]></category>
		<category><![CDATA[cassazione]]></category>
		<category><![CDATA[diritto di famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[rimborso casa]]></category>
		<category><![CDATA[separazione]]></category>
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					<description><![CDATA[La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 8793/2026, riconosce il diritto al rimborso di chi ha versato somme spropositate per la casa intestata all'altro coniuge. Scopri cosa cambia e quando puoi agire.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il rimborso casa separazione</strong> è ora riconosciuto dalla Corte di Cassazione: con l&#8217;ordinanza n. 8793/2026, chi ha versato somme ingenti per acquistare la casa familiare intestata all&#8217;altro coniuge può ottenere la restituzione del denaro grazie all&#8217;azione per arricchimento senza giusta causa.</p>
<h2>Una storia che potrebbe essere la tua</h2>
<p>Una coppia si separa. Lei aveva versato quasi mezzo milione di euro per comprare la casa di famiglia, immobile intestato però solo al marito. Al momento della separazione, si trova senza nulla.</p>
<p>Nel caso esaminato dalla Corte, la donna aveva versato circa <strong>491.000 euro</strong> per l&#8217;acquisto dell&#8217;abitazione familiare, intestata esclusivamente al marito. Sia il tribunale di primo grado che la Corte d&#8217;Appello avevano riconosciuto il suo diritto alla restituzione. Il marito ha fatto ricorso in Cassazione — e ha perso.</p>
<h2>Cosa ha stabilito la Corte</h2>
<p>La Cassazione ha confermato un principio importante: non tutto quello che viene speso durante una relazione si considera automaticamente un &#8220;regalo&#8221; o un normale contributo alla vita familiare.</p>
<p>Quando l&#8217;apporto economico è <strong>straordinario e sproporzionato</strong> rispetto alle reali possibilità di chi paga, si esce dalla logica della contribuzione familiare. In quei casi, l&#8217;altro coniuge si arricchisce ingiustamente — e l&#8217;art. 2041 c.c. impone la restituzione.</p>
<p>Con l&#8217;ordinanza 8793/2026 la Corte ha stabilito che, pur sussistendo la presunzione che i versamenti effettuati in costanza di relazione siano destinati ai bisogni familiari, tale presunzione <strong>non è assoluta</strong>. Aporti straordinari e sproporzionati eccedono il dovere di contribuzione e possono costituire ingiustificato arricchimento dell&#8217;altro.</p>
<h2>In quali situazioni puoi chiedere il rimborso casa separazione?</h2>
<p>Questa pronuncia apre scenari concreti per molte persone che si trovano in situazioni simili. Il diritto al rimborso casa in caso di separazione si applica quando ricorrono questi elementi:</p>
<ul>
<li>Hai versato somme <strong>molto superiori</strong> alle tue normali possibilità economiche per comprare o ristrutturare un immobile.</li>
<li>La casa è intestata <strong>solo all&#8217;altro coniuge o convivente</strong>, o in misura non proporzionale al tuo contributo.</li>
<li>Non esiste un accordo scritto che qualifichi il versamento come donazione o prestito.</li>
<li>Si trattava di un apporto straordinario e documentabile, non di una normale spesa familiare.</li>
<li>La situazione riguarda anche <strong>le coppie di fatto</strong>, non solo i matrimoni formali.</li>
</ul>
<h2>Come tutelarti, oggi e in futuro</h2>
<p>Che tu stia già affrontando una separazione o voglia proteggere i tuoi interessi fin da subito, ecco i consigli pratici più importanti per ottenere il rimborso casa in caso di separazione:</p>
<ul>
<li><strong>Raccogli la documentazione:</strong> estratti conto, bonifici, rogiti e qualsiasi prova del versamento sono fondamentali per agire con successo in giudizio.</li>
<li><strong>Verifica la proporzione:</strong> il giudice valuterà se la somma versata era effettivamente sproporzionata rispetto al tuo reddito e patrimonio al momento del pagamento.</li>
<li><strong>Per il futuro:</strong> formalizza sempre per iscritto la natura di qualsiasi versamento importante. Un atto notarile o un accordo scritto può evitare anni di contenzioso e garantire la tua tutela patrimoniale.</li>
<li><strong>Intestazione proporzionale:</strong> se stai acquistando casa con il partner, valuta di intestarla in quota corrispondente al tuo reale contributo economico.</li>
</ul>
<h2>Rimborso casa e coppie di fatto: vale anche per i conviventi?</h2>
<p>Sì. La pronuncia della Cassazione è significativa anche per le convivenze di fatto, dove spesso mancano regole patrimoniali condivise. In questi casi la presunzione di destinazione ai bisogni familiari è meno strutturata, e quindi l&#8217;azione per arricchimento senza giusta causa può risultare ancora più agevole da percorrere rispetto al matrimonio.</p>
<p>Chi convive senza essere sposato e ha sostenuto spese straordinarie per la casa comune può quindi avvalersi dello stesso principio affermato dalla Cassazione con l&#8217;ordinanza 8793/2026.</p>
<h2>Hai bisogno di assistenza?</h2>
<p>Ogni storia è diversa e la valutazione della proporzione dell&#8217;apporto richiede un&#8217;analisi personalizzata della situazione concreta. Contattaci per una prima valutazione: analizzeremo insieme se e come puoi tutelare i tuoi diritti patrimoniali e ottenere il rimborso che ti spetta.</p>
<p><em>Questo articolo ha finalità informative e non costituisce consulenza legale. Fonte: Cass. civ., ord. n. 8793/2026.</em></p>
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<h3 style="color:#ffffff;font-family:serif;font-size:1.5rem;margin-bottom:10px;">Hai bisogno di una consulenza?</h3>
<p style="color:rgba(255,255,255,0.85);margin-bottom:20px;">Ogni caso è diverso. Contattami per valutare insieme la tua situazione e capire se puoi ottenere il rimborso che ti spetta.</p>
<p><a href="/contatti" style="display:inline-block;background:#b89656;color:#0e3d6e;font-weight:600;padding:14px 32px;border-radius:3px;text-decoration:none;font-size:0.95rem;letter-spacing:0.05em;">CONTATTAMI ORA</a>
</div>
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			</item>
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		<title>Avvocato Roma: come sceglierlo ora in 3 semplici passi</title>
		<link>https://avvocatoclaudiocuzzini.it/2025/01/28/avvocato-roma-come-sceglierlo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Avv. Claudio Cuzzini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jan 2025 16:04:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritto condominiale e delle locazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Diritto delle successioni]]></category>
		<category><![CDATA[Diritto di famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Proprietà, diritti reali, aste immobiliari]]></category>
		<category><![CDATA[Risarcimento del danno]]></category>
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					<description><![CDATA[Avvocato Roma: guida alla scelta di un buon professionista nella Capitale Avvocato Roma: quando ci si trova ad affrontare questioni legali, sia personali che professionali, è fondamentale poter contare su un avvocato competente e affidabile. A Roma, la scelta di un buon legale può fare la differenza tra la risoluzione favorevole di una disputa e un lungo e costoso processo. In questo post esploreremo le caratteristiche che un buon legale dovrebbe possedere, su quali aspetti tecnici dovrebbe essere più competente e il modo migliore per accertarsi della sua affidabilità. Avvocato Roma: quali caratteristiche dovrebbe possedere Competenza e Specializzazione Il primo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4159" src="https://avvocatoclaudiocuzzini.it/cms/wp-content/uploads/2025/01/avvocato-roma-claudio-cuzzini.jpg" alt="Avvocato Roma Claudio Cuzzini" width="960" height="540" srcset="https://avvocatoclaudiocuzzini.it/cms/wp-content/uploads/2025/01/avvocato-roma-claudio-cuzzini.jpg 960w, https://avvocatoclaudiocuzzini.it/cms/wp-content/uploads/2025/01/avvocato-roma-claudio-cuzzini-300x169.jpg 300w, https://avvocatoclaudiocuzzini.it/cms/wp-content/uploads/2025/01/avvocato-roma-claudio-cuzzini-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" />Avvocato Roma: guida alla scelta di un buon professionista nella Capitale</h2>
<p><strong>Avvocato Roma</strong>: quando ci si trova ad affrontare questioni legali, sia personali che professionali, è fondamentale poter contare su un <strong>avvocato competente e affidabile</strong>. A Roma, la scelta di un buon legale può fare la differenza tra la risoluzione favorevole di una disputa e un lungo e costoso processo. In questo post esploreremo le caratteristiche che un buon legale dovrebbe possedere, su quali aspetti tecnici dovrebbe essere più competente e <strong>il modo migliore per accertarsi della sua affidabilità</strong>.</p>
<h3>Avvocato Roma: quali caratteristiche dovrebbe possedere</h3>
<h4>Competenza e Specializzazione</h4>
<p><strong>Il primo aspetto da considerare nella scelta di un avvocato Roma è la sua competenza</strong>. Un buon avvocato deve avere una solida formazione giuridica e una conoscenza approfondita delle leggi e delle normative vigenti. È importante che il legale sia esperto o specializzato nell&#8217;area del diritto che riguarda il tuo caso. Ad esempio, se hai bisogno di assistenza per una causa di divorzio è preferibile rivolgersi a un avvocato esperto in <a href="https://www.consiglionazionaleforense.it/web/cnf/diritto-di-famiglia" target="_blank" rel="noopener">diritto di famiglia</a> piuttosto che a uno specializzato in diritto commerciale. Forse è scontato, ma non sempre si è portati a pensare a questo aspetto.</p>
<h4>Avvocato Roma: con esperienza</h4>
<p><strong>L&#8217;esperienza &#8211; se si parla di avvocato Roma &#8211; è un altro fattore cruciale</strong>. Un avvocato con molti anni di pratica alle spalle avrà affrontato una vasta gamma di casi e sarà in grado di gestire meglio le situazioni complesse e impreviste. L&#8217;esperienza non solo testimonia la competenza del professionista ma anche la sua capacità di trovare soluzioni efficaci per ogni specifica questione.</p>
<h4>Capacità di Comunicazione</h4>
<p><strong>Un buon legale deve essere un eccellente comunicatore</strong>. Deve essere in grado di spiegare le questioni giuridiche in modo chiaro e comprensibile, senza utilizzare un linguaggio eccessivamente tecnico e ricercato. Inoltre, deve saper ascoltare attentamente le tue preoccupazioni e rispondere alle tue domande in modo esauriente.</p>
<h4>Integrità e Professionalità</h4>
<p><strong>L&#8217;integrità è una caratteristica fondamentale di qualsiasi avvocato affidabile</strong>. L&#8217;avvocato Roma ideale deve agire con etica e trasparenza, mettendo sempre gli interessi del cliente al primo posto. La professionalità si riflette anche nella puntualità, nella cura dei dettagli e nel rispetto delle scadenze.</p>
<h3>Avvocato Roma: aree di competenza</h3>
<h4>Diritto di Famiglia</h4>
<p>Uno degli ambiti più comuni in cui le persone cercano assistenza legale è il diritto di famiglia. Questioni come divorzi, separazioni, affidamento dei figli e mantenimento richiedono un legale che non solo conosca bene le leggi, ma che sia anche sensibile alle dinamiche familiari e capace di mediare tra le parti in conflitto. <strong>Spesso la soluzione di un contenzioso non passa per le aule dei tribunali</strong>: il giusto avvocato Roma lo sa.</p>
<h4>Diritto delle Successioni</h4>
<p>Le questioni ereditarie sono un altro campo in cui <strong>è spesso necessaria la consulenza di un avvocato Roma</strong>. La redazione di un testamento, la divisione dell&#8217;eredità tra gli eredi e la gestione delle controversie ereditarie sono tutte situazioni che richiedono una conoscenza approfondita del diritto delle successioni.</p>
<p>Si tratta di una materia complessa e articolata, per la quale una forte specializzazione è indispensabile.</p>
<h4>Diritto Immobiliare</h4>
<p>L&#8217;acquisto, la vendita e la gestione di proprietà immobiliari possono presentare numerose problematiche legali. <strong>Un avvocato esperto in diritto immobiliare può assistervi nelle trattative contrattuali</strong>, nella verifica della regolarità dei documenti e nella risoluzione di eventuali controversie legate a locazioni, compravendite o esecuzioni immobiliari.</p>
<h4>Diritto Penale</h4>
<p>In caso di accuse penali, è fondamentale rivolgersi a un <strong>avvocato penalista</strong> che possa difendere i vostri diritti e garantirvi un processo equo. Un buon avvocato penalista deve essere abile nelle strategie difensive e avere una conoscenza approfondita del codice penale e delle sue procedure.</p>
<h3>Come Verificare l&#8217;Affidabilità di un Avvocato a Roma</h3>
<h4>Reputazione e Recensioni</h4>
<p><strong>La reputazione di un avvocato è spesso un indicatore affidabile</strong> della sua competenza e integrità. Puoi cercare recensioni online, chiedere referenze a conoscenti o consultare gli <a href="https://www.consiglionazionaleforense.it/" target="_blank" rel="noopener">ordini degli avvocati</a> per verificare se ci siano stati reclami o sanzioni disciplinari contro il professionista.</p>
<h4>Colloquio Iniziale</h4>
<p>Un colloquio iniziale &#8211; nella ricerca dell&#8217;ideale avvocato Roma &#8211; può darti un&#8217;idea chiara della preparazione e dell&#8217;approccio dell&#8217;avvocato. Durante questo incontro, <strong>fai domande specifiche sul suo background</strong>, sulle sue esperienze in casi simili al vostro e sulle strategie che intende adottare. Un avvocato affidabile sarà trasparente nelle risposte e ti fornirà tutte le informazioni necessarie per prendere una decisione informata e consapevole.</p>
<h4>Costi e Onorari</h4>
<p><strong>La trasparenza sui costi è un altro elemento fondamentale nella scelta di un buon avvocato Roma</strong>. Un buon legale deve essere chiaro fin dall&#8217;inizio sugli onorari e sui costi associati al tuo caso. Chiedi un preventivo dettagliato e assicurati di comprendere tutti i possibili costi aggiuntivi.</p>
<h4>Certificazioni e Associazioni</h4>
<p>Verifica se l&#8217;avvocato è iscritto all&#8217;ordine degli avvocati e se possiede <strong>certificazioni o appartenenze a associazioni professionali rilevanti</strong>. Questi elementi possono essere un&#8217;ulteriore garanzia della qualità del professionista.</p>
<h3>Conclusione</h3>
<p>Scegliere un avvocato Roma può sembrare un compito arduo, ma seguendo questi consigli <strong>potrai trovare un professionista competente e affidabile</strong> che ti assisterà al meglio nelle tue questioni legali.</p>
<p>Ricorda di considerare attentamente la specializzazione, l&#8217;esperienza, le capacità di comunicazione e l&#8217;integrità dell&#8217;avvocato.</p>
<p>Inoltre, utilizza risorse come le recensioni, i colloqui iniziali e le verifiche delle certificazioni per assicurarti di fare la scelta giusta. <strong>Con un buon avvocato Roma al tuo fianco, potrai affrontare con sicurezza e serenità qualsiasi questione legale</strong>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La ricerca delle proprie origini da parte del figlio nato da parto anonimo. Sentenza Cass. sez. un. 25 gennaio 2017 n. 1946</title>
		<link>https://avvocatoclaudiocuzzini.it/2023/02/25/la-ricerca-delle-proprie-origini-da-parte-del-figlio-nato-da-parto-anonimo-sentenza-cass-sez-un-25-gennaio-2017-n-1946/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Avv. Claudio Cuzzini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Feb 2023 18:23:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritto di famiglia]]></category>
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					<description><![CDATA[]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<section class="wpb-content-wrapper"><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid" ><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p>Il Procuratore generale presso la Corte di Cassazione ai sensi dell&#8217;art. 363 c.p.c., primo comma, ha chiesto l&#8217;enunciazione del principio di diritto nell&#8217;interesse della legge al quale la Corte di appello di Milano avrebbe dovuto attenersi nel decidere un reclamo proposto da un figlio maggiorenne nato da parto anonimo il quale aveva fatto istanza al Giudice di verificare, attraverso un interpello riservato, la persistenza della volontà da parte della madre di non essere nominata. La richiesta del Procuratore generale nasce dal contrasto insorto nella giurisprudenza a seguito della sentenza della Corte costituzionale n. 278 del 2013 con la quale è stata dichiarata l&#8217;illegittimità costituzionale dell&#8217;art. 28, comma 7, della legge 4 maggio 1983, n. 184 nella parte in cui non prevede su richiesta del figlio la possibilità del giudice di interpellare la madre (attraverso un procedimento, stabilito dalla legge, che assicuri la massima riservatezza) che abbia dichiarato di non voler essere nominata ai sensi dell&#8217;art. 30, comma 1, d.p.r. 3 novembre 2000, n. 396, ai fini di una eventuale revoca di tale dichiarazione. La citata sentenza di fatto ha creato due orientamenti giurisprudenziali diversi. Il primo ravvede la necessità di un intervento legislatore che determini il tipo di procedura da seguire ai fini dell&#8217;interpello della madre, compito che non può essere demandato al giudice (Tribunale per i minorenni di Milano, Catania, Bologna, Brescia e di Salerno). L&#8217;altro orientamento (sostenuto dal Tribunale per i minorenni di Trieste, Tribunale per i minorenni per il Piemonte e la Valle d&#8217;Aosta, la Corte d&#8217;appello di Catania sezione famiglia e minori) ammette l&#8217;interpello della madre anche senza l&#8217;intervento legislativo con modalità definite dal giudice. Le sezioni unite della Corte di Cassazione con la sentenza del 25 gennaio 2017 n. 1946 hanno ritenuta fondata la richiesta del Procuratore generale ed hanno ai sensi dell&#8217;art. 363 c.p.c. espresso il seguente principio di diritto nell&#8217;interesse della legge: in tema di parto anonimo, per effetto della sentenza della Corte costituzionale n. 278 del 2013, ancorché il legislatore non abbia ancora introdotto la disciplina procedimentale attuativa, sussiste la possibilità per il giudice, su richiesta del figlio desideroso di conoscere le proprie origini e di accedere alla propria storia parentale, di interpellare la madre che abbia dichiarato alla nascita di non voler essere nominata, ai fini di una eventuale revoca di tale dichiarazione, e ciò con modalità procedimentali, tratte dal quadro normativo e dal principio somministrato dalla Corte costituzionale, idonee ad assicurare la massima riservatezza e il massimo rispetto della dignità della donna; fermo restando che il diritto del figlio trova un limite insuperabile allorché la dichiarazione iniziale per l&#8217;anonimato non sia rimossa in seguito all&#8217;interpello e persista il diniego della madre si svelare la propria identità.</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div>
</section>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Diritto al cognome materno. Sentenza della Corte Costituzionale n. 286 del 2016</title>
		<link>https://avvocatoclaudiocuzzini.it/2023/02/25/diritto-al-cognome-materno-sentenza-della-corte-costituzionale-n-286-del-2016/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Avv. Claudio Cuzzini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Feb 2023 18:15:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritto di famiglia]]></category>
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					<description><![CDATA[]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<section class="wpb-content-wrapper"><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid" ><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p>Con la sentenza n. 286 del 2016 pubblicata in data 28 dicembre 2016 la Corte Costituzionale ha ritenuto fondata la questione di legittimità sollevata dalla Corte di Appello di Genova con ordinanza del 28 novembre 2013 &#8211; in riferimento agli artt. 2, 3 29, secondo comma, e 117, primo comma, della Costituzione &#8211; della norma implicitamente desumibile dagli artt. 237, 262 e 299 cod. civ. e dagli artt. 33 e 34 del d.P.R. n. 396 del 2000 che prevede l&#8217;automatica attribuzione del cognome paterno al figlio nato in costanza di matrimonio. Nel caso trattato dalla Corte la norma sull&#8217;automatica attribuzione del cognome paterno, la norma è oggetto di censura per la sola parte in cui non consente ai genitori &#8211; i quali ne facciano concorde richiesta al momento della nascita &#8211; di attribuire al figlio anche il cognome materno. La Corte Costituzionale dopo aver proceduto all&#8217;esame del quadro normativo internazionale in materia di divieto di discriminazione tra genitori, ha affermato che nonostante gli ultimi interventi legislativi da parte del legislatore italiano in materia di famiglia e pur essendo stata modificata la disciplina del cambiamento del cognome &#8211; con l&#8217;abrogazione degli artt. 84, 85, 86, 87 e 88 d.P.R. 396 del 2000 e l&#8217;introduzione del nuovo testo dell&#8217;art. 89, ad opera del d.P.R. 13 marzo 2012, n. 54 &#8211; le modifiche non hanno attinto la disciplina dell&#8217;attribuzione &#8220;originaria&#8221; del cognome, effettuata al momento della nascita. Conseguentemente, continua la Corte, alla famiglia fondata sul matrimonio rimane così tuttora preclusa la possibilità per la madre di attribuire al figlio, sin dalla nascita, il proprio cognome, e la possibilità per il figlio di essere identificato, sin dalla nascita, anche con il cognome della madre. La Corte ritiene che la siffatta preclusione pregiudichi il diritto all&#8217;identità personale del minore e, al contempo costituisca un&#8217;irragionevole disparità di trattamento tra i coniugi che non trova alcuna giustificazione nella finalità di salvaguardia dell&#8217;unità familiare. In conclusione la Corte ha dichiarato l&#8217;illegittimità costituzionale della norma desumibile dagli artt. 237, 262 e 299 cod. civ.; 72, primo comma, del regio decreto 9 luglio 1939, n. 1238; e artt. 33 e 34 del d.P.R. n. 396 del 2000 nella parte in cui non consente ai coniugi, di comune accordo, di trasmettere ai figli, al momento della nascita, anche il cognome materno.</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div>
</section>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Risarcimento del danno in favore del figlio per la violazione del dovere di mantenimento e degli altri doveri genitoriali.</title>
		<link>https://avvocatoclaudiocuzzini.it/2023/02/25/risarcimento-del-danno-in-favore-del-figlio-per-la-violazione-del-dovere-di-mantenimento-e-degli-altri-doveri-genitoriali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Avv. Claudio Cuzzini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Feb 2023 18:13:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritto di famiglia]]></category>
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					<description><![CDATA[]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<section class="wpb-content-wrapper"><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid" ><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p><strong>Azione di regresso del genitore che ha provveduto da solo al mantenimento.</strong></p>
<p>L’obbligo di mantenere, istruire ed educare i figli sorge sin dalla loro nascita e discende direttamente dall’art. 30 della Costituzione e dall’applicazione della Convenzione sui diritti del fanciullo di New York del 20.11.1989 ratificata in Italia con L. 176 del 1991.</p>
<p>Il diritto del figlio ad essere educato e mantenuto contiene e presuppone anche il diritto di “condividere fin dalla nascita con il proprio genitore la relazione filiale, sia nella sfera intima ed affettiva, di primario rilievo nella costituzione e sviluppo dell’equilibrio psico fisico di ogni persona, sia nella sfera sociale mediante la condivisione e il riconoscimento esterno dello status conseguente alla procreazione” (Cass. Civ. 22 novembre 2013, n. 26205). In caso di violazione dei doveri genitoriali, il figlio ha diritto di chiedere il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali al genitore che ha commesso la violazione. Secondo il costante orientamento della Corte di Cassazione il figlio nato fuori dal matrimonio ha diritto di esercitare le azioni di risarcimento del danno cosiddetto endofamiliare, nei confronti del genitore che non ha provveduto al suo riconoscimento o che ha violato i doveri genitoriali di mantenimento, educazione, istruzione, solo a decorrere dall’avvenuta acquisizione formale dello status di figlio (Cass. Civ., 17 dicembre 2007, n, 26575, Cass. Civ., 10 aprile 2012, n. 5652, Cass. Civ., 03 novembre 2006, n. 23596, Cass. Civ., 11 luglio 2006, n. 15756).</p>
<p>Sempre dall’acquisizione dello status di figlio sorge il diritto da parte del genitore che ha provveduto da solo al mantenimento del figlio, di esercitare l’azione di regresso nei confronti dell’altro genitore per il recupero delle somme anticipate per il mantenimento stesso. Il citato orientamento del tutto costante è stato confermato anche recentemente dalla Corte di Cassazione che in tema di regresso e di risarcimento del danno endofamiliare ha affermato che il “diritto è utilmente esercitabile se non dal momento della sentenza di accertamento della filiazione naturale, con la conseguenza che detto momento segna altresì il dies a quo della decorrenza della prescrizione del diritto stesso”. Cass. Civ. 04 aprile 2014, n. 7986.</p>

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